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16 maggio 2015

Castelsardo, non solo mare e spiagge

Museo storico e calette a picco sul mare, questo piccolo centro offre divertimento e cultura nel cuore della Sardegna

Castelsardo

Quando si pensa alla Sardegna la prima immagine che viene in mente è quella di spiagge paradisiache, luoghi incontaminati dove riscoprire un contatto profondo con una natura ancora vergine. Ciò sicuramente è vero, ma sarebbe riduttivo catalogare questa terra con la mera etichetta di località balneare.

Un esempio è sicuramente la cittadina di Castelsardo, in provincia di Sassari, che, oltre alle sue coste, affacciate sul golfo dell’Asinara, fatte di scogliere a picco sul mare e suggestive calette sabbiose, permette ai turisti di visitare luoghi di interesse archeologico e artistico. Del  tour della zona non può non far parte una visita ai nuraghi, edifici con una forma tronco-conica di età preistorica, costruiti sovrapponendo grossi massi tra loro, e alle domus de janas, tombe scavate nella roccia. Da non perdere anche la “Roccia dell’elefante,” un grosso masso di trachite, staccatosi dal monte Monte Casteddazzu e rotolato a valle a margine della statale 134 dell’Anglona, che, a seguito di un processo di erosione, ha assunto una forma simile a quella di un elefante.

Nel centro storico della città si trovano, invece, l’Episcopio, residenza del vescovo dal 1503, la chiesa medievale di Santa Maria delle Grazie, dove è custodito “Lu Cristu Nieddu” risalente al 1300, uno dei crocefissi più antichi della Sardegna, chiamato così per il colore assunto dal legno di ginepro di cui fatto. Sulla cima del promontorio che domina Castelsardo si trova, invece, il Castello che ospita al suo interno il museo dell’intreccio mediterraneo, uno dei più importanti musei della Sardegna, dedicato alla tradizione dell’intreccio dei cestini, attività tipica della regione. Completano il tour la cattedrale di San Antonio Abate, con le opere del pittore anonimo denominato Maestro di Castelsardo, e la torre di Frigiano. Piatto tipico della gastronomia locale è l’aragosta alla castellanese, cucinata con pomodoro, prezzemolo, peperoncino a cui vanno unite anche le uova di aragosta e la parte scura della testa.




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