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13 luglio 2017

La “dieta della Bella Addormentata”, pericolosa ma sempre più popolare.

Esiste da diversi anni, ma adesso starebbe trovando nuova diffusione.

Bella_addormentata

Quando si dorme, non si mangia: è l’idea alla base della “dieta della Bella Addormentata”, un metodo sempre più popolare per perdere peso che incoraggia le persone a prendere sedativi per dormire fino a 20 ore al giorno e saltare i pasti.
La dieta della Bella Addormentata esiste da diversi anni, ma adesso starebbe trovando nuova diffusione, promossa in diversi forum pro-anoressia.

I sostenitori di questo metodo affermano che oltre al permettere di ridurre l’assunzione di calorie, questo metodo controverso di perdita di peso sfrutta anche la capacità dei nostri corpi di regolare il nostro metabolismo attraverso il sonno, cosa che secondo loro accelererebbe ancora di più la perdita di peso. Tuttavia, non ci sono prove scientifiche che sostengano questa teoria, e in ogni caso i rischi di sottoporsi ad un regime estremo di questo tipo superano i vantaggi, e di molto.

L’aspetto più pericoloso di questa dieta è infatti l’uso di sedativi, per costringere il cervello a dormire molto di più di quel che ha bisogno: infatti, non importa quanto a uno piaccia dormire, è improbabile che possa farlo in modo naturale per 20 ore su 24, senza l’uso di farmaci. L’uso di questi medicinali apre le porte a molti tipi di rischi, dalle possibili overdose alla dipendenza, che può essere molto difficile da battere.

La dieta della Bella Addormentata esiste da diversi anni, ma adesso starebbe trovando nuova diffusione, promossa in diversi forum pro-anoressia. Il dottor Wade ammette che la dieta della Bella Addormentata può sembrare facile e attraente, soprattutto a qualcuno che è già depresso e vittima di disturbi alimentari, ma sottolinea che i risultati difficilmente saranno quelli attesi, anche senza contare gli effettui collaterali. “È come una dieta a basso contenuto calorico, che rallenta comunque il metabolismo. Il corpo richiederà più cibo ed è molto probabile un consumo più elevato nelle ore di veglia”, spiega.




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