Web Analytics Bob Dylan, premio Nobel 2016 per la letteratura: ecco la motivazione. - The Mood Post

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13 ottobre 2016

Bob Dylan, premio Nobel 2016 per la letteratura: ecco la motivazione.

Un viaggio nella carriera di un artista eclettico e visionario, che ha fatto la storia della musica.

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Per aver creato nuove espressioni poetiche nella tradizione della canzone americana“. Questa la motivazione del Premio Nobel 2016 per la letteratura vinto dal grande Bob Dylan.

Un artista visionario, il simbolo di un’intera generazione, l’emblema della protesta contro il potere, la guerra, il razzismo e qualsiasi altra forma di ingiustizia sociale. Difficile racchiudere in una definizione univoca l’estro artistico di Bob Dylan, una delle icone della musica del nostro tempo. Impossibile cercare di descrivere in poche righe una carriera poliedrica e ricca di canzoni memorabili che hanno saputo incarnare lo spirito di cambiamento degli anni ’60 e ’70, diventando la colonna sonora di tutto un immaginario collettivo legato alla controcultura. L’approccio che qui adotteremo sfrutterà il film di un noto regista come Todd Haynes, quello di Lontano dal paradiso e Velvet Goldmine, che è stato dedicato a questo grande musicista.

La pellicola in questione si intitola Io non sono qui ed è stato presentato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica nel 2007, dove si è aggiudicata il Premio speciale della giuria e la Coppa Volpi per la miglior interpretazione grazie alla bravura dell’attrice australiana Kate Blanchett che ha ottenuto anche un Golden Globe e la candidatura agli Oscar come attrice non protagonista. Il film – l’unico ad avere ottenuto l’approvazione da parte del musicista – ha l’obiettivo di rendere la versatilità dell’estro creativo di Dylan attraverso sei personaggi cherappresentano le diverse fasi della sua evoluzione artistica, dagli inizi della carriera come cantante folk, al periodo del successo raggiunto negli anni ’60, per poi passare al suo periodo più rock, fino all’incidente in moto e il ritiro dalle scene.

In particolare Woody Guthrie rappresenta la passione giovanile di Dylan per l’artista omonimo, Jack Rollins (interpretato dal bravo Christian Bale) rimanda alle atmosfere più acustiche del cantante, caratteristiche di dischi come Freewheelin Bob Dylan e The Times they are a Changin, e John il Pastore è l’incarnazione della conversione del musicista al cristianesimo a cui sono legati gli album Slow Train Coming e Saved. A rappresentare la svolta elettrica dell’artista (1965-1966) che fece storcere il naso ai puristi del folk è, invece, Jude Quinn, mentre Billy the kid e Robbie Clark (con il volto di Heath Ledger) alludono rispettivamente alla partecipazione del cantante al film di Sam Peckinpah Pat Garrett and Billy the Kid e al periodo di Blood on the Tracks.

Completa la galleria di personaggi Arthur Rimbaud, un poeta simbolista condannato da una commissione d’inchiesta, che risponde con citazioni di interviste e scritti di Dylan.


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