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19 ottobre 2014

Le risorse del cervello: il potenziamento cognitivo

Il nostro cervello è capace di qualsiasi cosa e noi possiamo aiutarlo

potenziamento cognitivo

Il nostro cervello è un organo dalle molteplici possibilità grazie ai numerosi collegamenti presenti che ne permettono una grande elasticità. Negli ultimi tempi, si parla sempre di più di potenziarlo a livello cognitivo: questo processo prende anche il nome di neuroenhancement e si tratta di un aumento delle proprie prestazioni, collegato all’assunzione di alcuni farmaci o a stimolazioni transcraniche di tipo elettrico o magnetico.

Agnes Allansdottir, psicologa sociale che lavora per il Toscana Life Sciences (Tls) di Siena si occupa da anni di questo “Nel mondo anglosassone l’utilizzo di questo genere di farmaci da parte di studenti è risaputo e i giornali ne parlano. Nell’Europa continentale, invece, l’impressione nell’opinione pubblica è che si tratti di uno scenario futuribile. Non è così”.

L’utilizzo di additivi per migliorare e potenziare le nostre prestazioni è una pratica diffusa; la capacità di adattamento degli emisferi cerebrali aiuta ad acquisire nuove abilità e riuscire a conservarle a lungo è un grandissimo vantaggio.

Questo è permesso, come dicevamo, grazie alle smart drug, o droghe intelligenti, sostanze che si possono trovare a modici prezzi, e impiegate nel trattamento di patologie come la sindrome da deficit di attenzione e iperattività, l’Alzheimer o il Parkinson. Somministrati a persone sane è possibile ottenere un aumento delle facoltà cognitive più o meno lungo.“L’aumento delle performance è legato a meccanismi di tipo molecolare, che variano da farmaco a farmaco. Tutti però agiscono sui neurotrasmettitori, quelle sostanze che trasportano le informazioni da un neurone all’altro”, spiega Simone Rossi, neurologo e neurofisiologo clinico.

Gli effetti che questi farmaci provocano prendono il nome di doping cognitivo, agendo in modo simile ad alcune sostanze stimolanti banali, come caffeina o teina, il loro effetto a lungo termine però è ancora sotto inchiesta. Alcuni sostengono che un uso prolungato possa invalidare il cervello al posto di potenziarlo, altri invece ritengono che l’utilizzo non abbia controindicazioni.

In ogni caso, non improvvisatevi alchemisti! Non cercate di acquistare o utilizzare questo tipo di sostanze. Meglio un po’ più assonnati, ma sani!




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