Web Analytics Puni, il primo whisky tutto italiano con un gusto molto particolare. - The Mood Post

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01 dicembre 2016

Puni, il primo whisky tutto italiano con un gusto molto particolare.

Prodotto in Val Venosta, è il primo whisky di malto italiano invecchiato tre anni.

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Alle porte della cittadella murata di Glorenza, tra i meleti e gli appezzamenti di albicocche, è stata fondata la prima distilleria di triple malt whisky made in Italy che prende il nome da un vicino affluente dell’Adige, il Puni.

Un fabbricato privo del caratteristico tetto a pagoda delle distillerie delle Highlands, ma per certi versi più ardito: la distilleria è un cubo in mattoni di cemento, grezzo all’interno, rossi all’esterno, che richiama in chiave contemporanee l’architettura dei fienili, nell’idea dell’architetto valvenostano Berner Tscholl.

Avevamo la materia prima, grano e segale; l’acqua fresca e una certa familiarità con la produzione di acquavite”, esordisce Jonas Ebensperger, “perché non provare con il whisky? Abbiamo cominciato nel 2006, come alchimisti, a distillare per il puro gusto di sperimentare”.
Al grano e alla segale della Val Venosta si è unito poi l’orzo di provenienza tedesca. Il neofienile è stato tarato sulle dimensioni degli alambicchi scozzesi Forthys che per forma ricordano gli still di Glemonrangie. Nel febbraio del 2012, prese le dovute misure con credi e superstizioni, recuperate le botti di finitura dalle cantine di Marsale e del Tennesse, padre e figlio aprono Puni. Tra le altoatesine Alte Terre dell’Ortles e del gruppo del Tessa. Con gli Angeli di montagna che ricevono la loro “parte” in un vicino bunker della Seconda Guerra Mondiale ricilato come cantina di maturazione.
È’ da qui che è uscito, nel 2015, il primo whisky di malto italiano invecchiato di tre anni. Mille bottiglie per cominciare. Qui, dove la Valle si eleva per terminare, superati il borgo di Malles e l’Abbazia di Monte Maria con il suo vigneto d’altura, nell’immagine cartolina del desolato campanile annegato nel Lago artificiale di Resia.

Al palato, dice Jonas, il gusto è di pera, tabacco e cuoio; ma anche fieno, vaniglie e sabbia. Non è un single malt se ci si attiene con rigore alla definizione scozzese di whisky ottenuto da solo malto d’orzo, prodotto da una singola distilleria. Ma sicuramente un whisky di malto triplo che può comporre uno Spritz o il Puni Apple, il cocktail di prosecco, aperol, gocce di limone e succo dei mela valvenostana.

 




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