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19 ottobre 2015

I 10 migliori ristoranti stranieri di Milano.

Gli indirizzi migliori per girare e "assaggiare" il mondo restando a Milano.

cucina straniera

The MoodPost ha selezionato per voi i 10 migliori ristoranti stranieri di Milano. Provateli e diteci la vostra!

DON JUAN, cucina argentina, Via Altaguardia 2, tel. 02.58430805, www.ristorantedonjuan.com
Aperto 15 anni fa a Porta Romana, all’angolo con viale Sabotino, ha 4 sale arredate con gusto (con gli strumenti di lavoro dei gauchos, i vassoi di legno delle fattorie delle Pampas, i tamburi a griglia e i ponchos della città di Salta). In cucina, ovviamente, spadroneggia la carne, sudamericana e di qualità. Di maiale e di pollo ma soprattutto di angus succosa e ben cotta, con lomo, bife de chorizo e churrasco (cioè filetto, controfiletto ed entrecôte) e asado de tira (costine) preparati alla brace, su un’enorme griglia a vista. Per i “carnivori” più esigenti c’è la degustacion Don Juan (misto di 3 tagli pregiati) o il lomo intero (filetto intero per 4 persone). A sorpresa, anche piatti vegetariani. All’entrata sangria offerta per ingannare i tempi d’attesa. Prezzo: 40/45 €. Chiuso sabato e domenica a pranzo

OFICINA DO SABOR, cucina brasiliana, Via Agnesi 17, tel. 02.58304965, www.oficinadosabormilano.com
La proprietaria, Natalia Costa, è un’ex cuoca del Porcao che nel ’99 è riuscita ad aprire a Porta Romana questo locale con 80 coperti, allegro e variopinto. Specialità: churrasco (con antipasti brasiliani a buffet, rodizo di carni allo spiedo servite con contorni di feijoada, riso bianco, cipolla in pastella, polenta fritta, farofa e ananas alla griglia, 36 €) picanha fatiada (codone di manzo alla griglia servito “al taglio”, 30 €), camarao à paulista (gamberi fritti flambati con rum, 25 €), moqueca royale (aragosta o astice, salmone e gamberi, in salsa di cocco e con riso bianco, 32 €) e feijoada completa (fagioli neri con carne affumicata e contorno di riso bianco, farofa, banana fritta e arancia, 25 €). C’è anche a 15 € un menu per bambini fino a 12 anni. Nel bar al piano di sotto cocktail tropicali e non (7 €). Ogni sabato show brasileiro. Prezzo: 35/45 €. Chiuso lunedì e sempre a pranzo

COLLINA D’ORO, cucina cinese, Via Rubens 24, tel. 02.4043148, www.lacollinadoro.com
Fusion di seconda generazione in zona De Angeli, verso piazzale Brescia: creato nel 1982 da Ting “Massimo” Shang che subentrò ai genitori, è stato da poco ristrutturato (con l’aggiunta di un piano) dall’architetto Alessandro Mendini. Ora è un locale moderno dai colori vivaci e le linee semplici dove si mangia bene e a un buon prezzo. Specialità cinesi rivisitate in chiave contemporanea, ma anche piatti giap (sushi e tempura) e thai, con incursioni creative che strizzano l’occhio persino al Vietnam. In lista: insalata di mango verde e gamberi, anatra stufata, pollo in crosta di mandorle, polpette fritte di gamberi con salsa di senape e miele, branzino in agrodolce e la specialità della casa, l’ura lobster maki, un roll di riso, astice stufato, avocado e gamberi crudi. Prezzo: 30/35 €. Chiuso lunedì

CREPERIE D’AURIANE, cucina francese, Via Correggio 50, tel. 02.49501315, www.creperieauriane.it
Una crêperie parigina semplice ma chic, con 30 coperti dietro piazza De Angeli. Aperta nel 2012 dalla francese Auriane alla fine degli studi alla Bocconi. In menu: 15 crêpes dolci bretoni, come la belle Hélène (con pera, panna montata e cioccolato fondente) o la suzette (riduzione di arancia e limone con Grand Marnier) e 10 versioni salate, le galettes di farina di grano saraceno. Tutte si gustano bevendo sidro di mele artigianale (12 €). Menu da 8-a 16 €. In lista anche piatti più elaborati come il petto d’anatra stagionato e affumicato, con ventrigli confit, pomodori, erba cipollina e insalata; formaggio di capra arrostito, miele e insalata; zuppa di cipolla gratinata o di pesce con crostini, emmental e salsa rouille (maionese allo zafferano). Oppure quiche lorraine, croque monsieur, coscia d’anatra confit con patate à la salardaise, fagottini di uova barzotte, 6 lumache selvatiche di Borgogna gratinate al forno, tartare di filetto di manzo al coltello, foie gras mi cuit con salsa cipolla e scalogno, pane alle noci e uvetta e insalatona con uovo barzotto, asparagi croccanti, olive, acciughe, pomodorini, prosciutto crudo e formaggio bleu d’Auvergne. Prezzo: 20/25 €. Chiuso domenica a cena e lunedì

BASARA MILANO, cucina giapponese, Via Tortona 12, tel. 02.83241025, www.basaramilano.it
Sushi-pasticceria con arredi minimalisti firmati dal designer Andrea Langhi, dove il celebre cuoco Hirohiko Shimizu, già all’Armani Nobu, si supera a ogni piatto, spesso inventato al momento. Il locale è nato nel 2011 dal suo incontro con l’attuale socio, il milanese Danilo Migliarese, ex cliente ai tempi in cui cucinava al Mizu di corso Sempione. Tra le specialità: tataki di salmone al tartufo e maki roll di tempura di gamberi, avocado, astice gratinato e salsa teriyaki. Dalle 19 alle 21 (solo su prenotazione) nippo-aperitivo: 1 drink più 2 nighiri misti (salmone e branzino), 3 hosomaki, 2 uramaki (salmone e avocado) e 1 edamame, tutto a 12 €. Dopo l’apertura a fine novembre 2014 di un Basara in corso Italia 6, il menu di entrambi i locali è stato arricchito con novità di pasticceria nipponica come tiramisù al the verde e sesamo nero, mousse all’umeshu (liquore di prugne verdi) e daifuku con marmellata di fagioli azuki. Anche take away e consegne a domicilio con ordinazioni al sito www.basaramilano.it o telefonando allo 02-72.02.01.41. Sempre aperto da colazione a cena (sabato dalle 18). Prezzo: 25/40 €. Chiuso domenica

AKROPOLIS, cucina greca, Via Guglielmo Pepe 38, tel. 02.606340
Separata dai binari della ferrovia da un’alta siepe, da gennaio 2014 c’è all’Isola questa taverna genuinamente greca con due sobrie sale da 50 coperti (più 20 in una bella veranda, chiusa e riscaldata in inverno). In lista, oltre alla classica insalata greca (feta, pomodori, peperoni, cipolla e cetrioli), il cuoco Georgios Pitsios propone anche polpo alla griglia, calamari ripieni con feta e melanzana, tzatziki (salsa allo yogurt, aglio, cetrioli e aneto), moussakà (sformato di melanzane, formaggio, carne e besciamella), saganaki special (feta impanata, miele e sesamo), formaggio fritto con insalata di cetrioli e pomodori, souzoukakia (polpette di manzo, patate, cipolle, pomodori, pita e tzatziki), souvlaki (carne e verdura grigliate su uno spiedino) e polpette di zucchine o ceci. Garage convenzionato in via Ugo Bassi 6. Prezzo: 25/30 €. Chiuso lunedì e domenica a pranzo

TARA, cucina indiana, Via Cirillo 16, tel. 02.3451635, www.ristorantetara.it
A due passi dal cuore della movida dell’Arco della Pace c’è questa oasi dall’atmosfera quasi mistica, con statue di divinità indiane, che ha un occhio di riguardo per vegetariani e intolleranti al glutine. Nella tradizione buddhista Tara (“stella”) è la dea della giustizia, fonte della vita e consorte di Shiva. Per la scelta dei piatti chiedete suggerimenti al boss Ashwinder Singh, per tutti Ash, che sarà felice di guidarvi nella scelta tra naan al formaggio, pollo al curry e la novità samosa chaats (fagottino di verdure guarnito con ceci, salsa al tamarindo e croccantini di farina di lenticchie), un piatto street food di Mumbay. Da provare i tandoori a base di pollo, agnello, pesce o crostacei, prima marinati con spezie, aceto e yogurt, poi cotti su spiedi nel forno d’argilla a forma di campana rovesciata. E le specialità al curry abbinate a salse delicate o piccanti. C’è un menu di carne a 20 € e uno di pesce a 24 € (coperto e bevande esclusi). Prezzo: 20/30 €. Chiuso lunedì a pranzo

RIAD YACOUT, cucina marocchina,Via Cadore 23, tel. 02.5462230, www.yacout.it
Vicino alla Palazzina Liberty, per un fascinoso viaggio tra sapori, suoni e profumi della tradizione magrebina nella perfetta e un po’ disneyana riproduzione di un riad marocchino su 3 livelli voluta nel 2004 dal salentino Antonio Mascara e arredata con pezzi unici da lui fatti venire dal Marocco. Al centro del piano terra una parete d’acqua termina sotto una lastra di vetro su cui si esibiscono ogni sera suonatori e danzatrici del ventre. In lista antipasti marocchini, zuppa harira di ceci, agnello e lenticchie con datteri e lime, 7 diverse versioni di cous cous (minimo per 2 persone), 6 tipi di tajine (piatto berbero in umido, con carne, pesce o verdure), insalatona Agadir e mechoui d’agnello al forno con burro salato smen. Dal lunedì al venerdì cocktail con piatto degustazione a 10 € (dalle 18.30 alle 22; sabato fino alle 21). Valet parking e area privè con cigar room. La cucina chiude all’1 di notte, il locale alle 2.30. Prezzo: 50/60 €. Sempre aperto a cena

GANAS, cucina messicana, Corso Como 2, tel. 02.6590444, www.ganas.it
Locale su 2 piani, firmato dall’architetto giapponese Anri A. Azuma, che s’ispira per forme e colori al simbolismo della terra dei Maya. D’estate si mangia anche all’aperto, nell’isola pedonale. In spagnolo gànas significa “voglie” e qui di sfizi uno se ne può togliere tanti, specie di natura culinaria. Non è l’abituale tex-mex, ma stimola un viaggio nella cucina messicana tradizionale e contemporanea. Oltre ai soliti chili con carne, fajitas, burritos, quesadillas, enchiladas e tacos (tutto a 18 €), il menu propone: ceviche de Acapulco (cocktail di tonno marinato, con lime, pomodoro, avocado, chile jalapeños, olive e coriandolo, 14 €), ensalada de nopalitos (per vegetariani, con striscioline di pale di cactus, pomodori, avocado, cipollotto e coriandolo, 14 €), patata al cartoccio con aragosta, bacon e salsa delicata (16 €) e zuppa piccante di fagioli neri, con pancetta ed erbe aromatiche (10 €). Fra le portate principali: steak a la mexicana (una T-bone incisa e marinata con agrumi e spezie, grigliata e poi servita con papitas al perejil, salsa bbq e chimmichurri, 35 €) e atun de los deseos (filetto di tonno rosso marinato in succo di lime, miele e aromi, 28 €). Vasta la scelta delle salse (3/5 €), piccanti e non. Prezzo: 35/45 €. Chiuso sabato e domenica a pranzo

ALBUFERA, cucina spagnola, Via Lecco 15, tel. 02.36686993, www.albufera.it
Con mattoni a vista e poltroncine in pelle, dietro viale Tunisia. Qui il menu rivisita dei classici come i piattini delle tapas (2,50/8 €), ma la paella segue la classica ricetta popolare appresa dallo chef brasiliano Mateus Coelho a Valencia, dove conobbe l’attuale moglie, l’italiana Alice con cui ha aperto nel 2013 questo delizioso locale (Albufera è una laguna vicino a Valencia, oggi riserva naturale). La paella, per minimo 2 persone, c’è in 4 versioni: valenciana (con riso, pollo, coniglio, lumache e verdura di stagione, 16 €, solo su prenotazione), de mariscos (con frutti di mare, 19 €), de bogavantes (con astice, 29 €, solo su prenotazione) e de carabineros (con pregiati gamberi rossi del Sud della Spagna, 35 €). All’Albufera c’è anche la fideuà, specialità valenziana di pasta (una specie di fedelini) con frutti di mare e nero di seppia (17 €), baccalà, zucchine e cipolla (17 €) o vegetariana (14 €). E poi: filetto con foie gras e mirtilli (12 €), 50/100 g di prosciutto patanegra (13/24 €) e petto d’anatra con platano grigliato (10 €). Dolci: crema catalana (4,50 €) e torta di riso con gelato al torrone di Alicante (6,50 €). Un litro di sangria rossa 15 € e di sangria bianca 18 €. Menu giro tapas per 2 persone a 42/54 €. Prezzo: 25/35 €. Chiuso lunedì e sempre a pranzo tranne domenica

 

 




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