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03 febbraio 2016

Amore iperconnesso

L'amore...ai tempi di WhatsApp.

L'amore iperconnesso

La tecnologia ha complicato le relazioni sentimentali e se c’è un aspetto positivo nell’essere single oggigiorno è il non doversi confrontare a ogni pié sospinto con l’amore ai tempi dell’iperconnessione.

A tal proposito, c’è stato un tempo in cui ero innamorata di un homo puttanierens e, come da manuale, ne ero gelosa a livelli patologici. Roba che se non mi rispondeva al telefono immediatamente, per me era naturale dedurre che fosse impegnato in una gang bang con Brigitta Bulgari.

Capite bene che, con questi presupposti, l’avvento di Facebook ebbe conseguenze infauste sulla mia psiche. Il mio certosino lavoro di monitoring dei fuorigioco del mio amato improvvisamente triplicò. A quel punto non ebbi scelta, dovetti organizzarmi per far fronte a quel cataclisma tecno-emotivo: intercettai la sua password di Facebook (che era uguale al suo numero di cellulare perché sì, stavo con James Bond) e controllai per un semestre il suo inbox alla ricerca delle mie conferme. Conferme che, inevitabilmente, giunsero. Non a caso esiste un proverbio che dice che chi cerca, trova (specialmente le corna).

Ora, io sono stata una persona spregevole in passato, lo so e non sarò mai più una donna di quel tipo. Resta il fatto che in questi anni la tecnologia è progredita ulteriormente, per cui oltre Whatsapp, oltre Meetic, oltre Badoo, oltre le ex e le sconosciute aggiunte a caso su Facebook, c’è molto di più. Per esempio ci sono WeChat, Tinder, Lovoo che geolocalizzano profili interessanti nella zona di pertinenza (per carità, sovente si tratta di esseri ascritti al genere umano con riserva, però si sa, questo può non essere un limite). Per esempio c’è SnapChat, pensata appositamente per il Sexting, ossia l’invio di messaggi e fotografie sessualmente esplicite che dopo pochi secondi si autodistruggono, per non lasciare tracce.

Esiste, in altri termini, una specie di corto circuito digitale, conturbante e promiscuo, in cui potenzialmente abbiamo il sesso sempre in tasca, a portata di pollice opponibile, articolato in sconcezze scritte, in foto hard, in microvideo porno, in possibili appuntamenti. Arrestare questo processo, di cui facciamo tutti culturalmente parte, è impossibile e forse non sarebbe nemmeno giusto. Ma resta aperta un’area di riflessione: che in tutta questa overdose di possibilità il percorso sentimentale e sessuale si complichi per tutti; che a forza di cibarsi di fast sex a buon mercato, diventi sempre più arduo individuare la vera qualità.

Nell’attesa di venirne a capo e a scanso di equivoci, ho deciso che se e quando avrò di nuovo una relazione cosiddetta “seria”, per evitare misunderstanding e tentazioni, abdicherò al mio amato iPhone in favore di un sempreverde Nokia3210.

Leggi anche Le coppie perfette? Sono come i medicinali…




Commenti

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Ultimi commenti

2 commenti
  1. luigi 12 novembre 2014 alle 20:36

    Secondo me la gelosia è “personale chi ne ha tantissima e chi poca. Bisogna avere una sola da non superare perché potrebbe dare fastidio al partner,Ci sono parecchi libri che parlano sul l argomento dalla antica Roma che parlava di Cleopatra a Giulio Cesare fino hai tempi nostri.la gelosia ormai è stata trattata in ogni sua sfumatura mi dispiace l argomento che hai scritto oli non mi interessa e sopratutto appassiona piu

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  2. Fedifrago ® 22 novembre 2014 alle 9:32

    Porca miseriaccia!! Non conoscevo tutte queste forme di “ricerca” …..ma io sono “vecchio” e continuo a provare ad incontrare dal vivo e sedurre con la conversazione davanti ad un bicchiere di vino. Sarà che (sempre per via dell’età) prediligo la qualità rispetto alla quantità.

    P.s. ripristino il nick Fedifrago solo quando sono single

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