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21 luglio 2017

Pessimisti di natura o inguaribili sognatori?

Leggete questa storia...e decidete da che parte stare!

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Per rispondere a questa “eterna” domanda, leggete questa storia…e decidete da che parte stare.

Sapete quanti dialoghi si ascoltano, per lo più involontariamente, e a quante scene si assiste stando in stazione ad aspettare un treno? Davvero tanti, e tante, della più varia umanità. Ne ricordo però una sola come fosse adesso, nonostante sia passato del tempo.
Mentre aspettavo il mio treno per tornare a casa, dopo una giornata di appuntamenti di lavoro fuori città, accanto a me un uomo passeggiava nervosamente su e giù dalla banchina, controllando, in una rigida sequenza ripetuta all’infinito, il tabellone degli arrivi, l’orologio e il cellulare. Il mio treno era in ritardo, e capii che lui era in largo anticipo sull’arrivo del suo.
Non aveva valigie, né borse; era chiaro che non era in partenza, ma che aspettava ansiosamente qualcuno che nulla aveva a che fare con il lavoro. Certamente una donna.

All’arrivo del treno, lui si blocca all’improvviso a metà della banchina, non sa da quale parte lei scenderà. Riesce solo a girare freneticamente la testa a destra e a sinistra.
In quel momento mi sento completamente dentro la scena, dentro le loro vite, e non voglio perdermene neanche un attimo. Finalmente lui la vede e si incammina verso di lei, dandomi le spalle. Bionda, con due occhi verdi che urlano felicità e paura insieme.
Lui le prende la borsa e la bacia. Si incamminano verso le scale che portano all’uscita della stazione e, mentre mi passano accanto, ricordo di averli molto invidiati. Stavamo vivendo lo stesso momento di vita, ma con sguardi diversi: io stavo semplicemente per salire su un treno, loro emanavano passioni ed emozioni violente.

È passato molto tempo e non possiamo certo sapere come, e se, la storia sia andata avanti. I pessimisti di natura, e convinti che i sogni sbaglino spesso indirizzo, penseranno che fossero perdenti in partenza; che, nonostante quello splendido momento di vita, la loro storia fosse già segnata. Ci piace però immaginare (e qui irrompe all’improvviso uno strano, e curioso, inventore di sogni) che qualche giorno dopo lui le abbia scritto una lettera, perchè voleva lottare contro quel finale che non era il suo:
Non so quando, se domani, fra un mese o fra un anno, ma sono sicuro che avrò bisogno di te, anche solo di stare un’ora con te. Quando accadrà, non trattarmi male e pensa alla “nostra” stazione. Perché quella è stata una delle poche volte nella mia vita in cui sono stato perfettamente felice, e me ne sono accorto mentre succedeva.
Ho capito che il giorno qualunque, che ti cambia la vita, esiste.”




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