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24 marzo 2015

Alfred Hitchcock: perdersi nella paura

Con i suoi film, ricchi di tensione e mistero, questo grande regista si è guadagnato un posto si rilievo nella storia del cinema mondiale

Alfred Hitchcock

“La donna che visse due volte”, “Psycho”, Rebecca la prima moglie”, Intrigo internazionale”. Difficile incontrare qualcuno che nel corso della sua vita non abbia mai visto un film di Alfred Hitchcock senza subirne il fascino. Maestro indiscusso del cinema mondiale, questo regista inglese, con le sue opere, divenute vere e proprie pietre miliari della cinematografia planetaria, si è guadagnato un posto d’onore nella storia della “settima arte”.

Grazie al suo personalissimo modo di utilizzare la macchina da presa Hitchcock è stato capace di descrivere, con ineguagliabile maestria, situazioni di orrore che sgorgano dai più semplici eventi della vita quotidiana. Così una segretaria, in fuga dopo aver rubato dei soldi al suo capo, finisce per arrivare in un motel trovando la morte per mano di un uomo affetto da doppia personalità in una delle scene ormai entrate stabilmente nell’immaginario collettivo mondiale; un pubblicitario si ritrova catapultato, suo malgrado, in un intrigo di portata internazionale e una giovane sposa rischia di impazzire non riuscendo a eguagliare il modello di perfezione della prima moglie del suo attuale marito. Tutte storie in cui il mistero si insinua nelle pieghe della normalità conducendo i personaggi e il pubblico, che partecipa alle loro vicende, in un vortice di brivido e tensione. Il meccanismo che il regista utilizza è sempre lo stesso: vengono dati al pubblico in anticipo tutti gli elementi per dominare la storia, mentre i personaggi ne restano all’oscuro. Si instaura così una dialettica che vede gli spettatori, da una parte, e i personaggi dall’altra, protagonisti di un gioco basato sul binomio “conoscenza/non conoscenza” di determinati dettagli e sulle modalità con cui questi dettagli vengono alla luce nel corso della storia, come, ad esempio succede nella famosissima pellicola “Il delitto perfetto”.

Tanti i cineasti contemporanei che si ispirano all’universo cinematografico di Hitchcock (uno su tutti David Lynch che ha sempre citato nelle sue interviste il regista come uno dei suoi punti di riferimento) e tanti anche i remake delle sue opere, a riprova del fatto che, anche a distanza di anni, i film di questo maestro del brivido continuano a mantenere il loro fascino invariato.




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