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11 ottobre 2017

Dormire sul posto di lavoro non è reato. Storica sentenza del Tribunale di Lecco.

Ecco la motivazione che ha portato all'assoluzione del lavoratore.

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Dormire sul posto di lavoro non è reato. A stabilirlo una sentenza del Tribunale di Lecco che ha assolto, perché il fatto non sussiste, un netturbino del Comune di Cernusco Lombardone accusato di truffa aggravata all’amministrazione.

Lo spazzino, dopo aver timbrato il cartellino, ed aver assolto solo in parte le sue mansioni, trascorreva il resto del tempo a bordo del furgoncino parcheggiato nella piazzola ecologica del paese o nello sgabuzzino della scuola dove doveva semplicemente cambiarsi gli indumenti.
A fare scattare la denuncia il sindaco di Cernusco. Per una decina di giorni i carabinieri hanno seguito con servizi di appostamento e militari in borghese, il 55enne durante l’orario di lavoro, dalle 7.30 alle 13.30, dal lunedì al sabato.

«La condotta ingannevole, presupposto indispensabile del reato, risulta mancante. L’imputato infatti è rimasto inadempiente ai suoi obblighi contrattuali con il Comune di Cernusco Lombardone, astenendosi dal provvedere alla pulizia delle aree comunali e limitandosi soltanto a svuotare i cestini dei rifiuti e a scaricare il furgone nell’area ecologica. Rimaneva però sul posto di lavoro a disposizione del datore, che poteva agevolmente rintracciarlo e controllarlo», scrive il giudice.
Da parte sua lo stradino ha sempre rigettato le accuse spiegando di fermarsi nell’area ecologica per sorprendere chi abbandonava abusivamente i rifiuti.




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