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18 marzo 2017

Niente è più virile oggi…che essere un bravo papà!

Di amici i figli ne possono avere molti, di papà uno solo: le 5 regole d'oro per essere un buon padre.

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Più coinvolti, appassionati al loro ruolo, emotivi. I padri di oggi rifiutano il modello autoritario, preferiscono condividere il loro tempo con i figli, specie viaggiando o facendo sport. Sono in trasformazione continua, spesso privi di modelli cui ispirarsi: amano fare un po’ a modo loro, a volte vestendo i panni degli ‘amiconi’ anche quando servirebbe un po’ di autorità.
Siamo di fronte a padri che non vogliono essere percepiti dai figli come lontani, assenti e rigidi nelle loro decisioni: la maggioranza dei papà italiani non intende il proprio ruolo solo simbolicamente. Ci vuole davvero essere, e tanto, in famiglia.

I padri di oggi rifiutano di sentirsi depositari della legge. Certo, magari non sanno bene come muoversi, ma si pongono delle domande, cercano di capire i figli che hanno davanti. Un tempo non era così: il padre si faceva in un modo solo. E quel modo passava per il diritto di autorità, senza margine di discussione.

La partita dell’educazione paterna si gioca tutta ‘sul fare’: hanno voglia di condividere viaggi, esperienze, il gioco, lo sport e tutto il loro tempo libero con i figli. Parlano col loro agendo, lasciando invece alle madri lo spazio della condivisione con le parole e i sentimenti.

Certo, ci sono delle differenze: con un maschietto magari si prende il pallone e si gioca a calcio in giardino, con la femminuccia si sta in cameretta a parlare della scuola. In generale con i figli maschi i padri hanno uno stile più virile e pratico, alle femmine riservano coccole e complimenti”.

La difficoltà più grande dei padri di oggi resta comunque quella di tenere insieme queste due componenti: la carica affettiva e quella normativa. C’è una generazione che fatica a comprendere come l’autorevolezza debba passare attraverso il contenimento. Di amici i figli ne possono avere molti, di papà uno solo: ricordiamocelo.

Negli ultimi tempi i padri hanno pensato di potersi sostituire in tutto e per tutto alle madri ma diventare ‘mammi’ o aiutanti delle loro compagne non è la via giusta per svolgere il loro ruolo che è, per definizione, completamente diverso da quello materno. In che cosa differisce? Il padre deve incarnare l’autorità.

Anche se non c’è bisogno di un manuale per essere dei bravi papà, ecco le 5 regole d’oro sul ruolo di un buon padre:

1-Cominciare a fare il papà dalla gravidanza.
Partecipate alla gravidanza, parlate delle vostre speranze riguardo al bambino, siate coinvolti nella cura del neonato fin dall’inizio. Questo atteggiamento “accende gli ormoni”: i padri possono diventare i massimi esperti nel riaddormentare i bambini nel cuore della notte! Siate orgogliosi di queste capacità.

2-Trascorrere tempo con il bambino
Anche se avete un lavoro che vi assorbe molto, sfruttate i week-end o le vacanze per dedicarvi completamente al vostro bambino. Dai due anni in poi, invitate ogni tanto la mamma del vostro bimbo a ritagliarsi del tempo per sé e a lasciarvi soli con il piccolo. Ve la caverete alla grande, non temete. 

3-Abbracciarlo e dirgli bravo quando lo merita
Abbracciare, accogliere, fare il solletico e giocare alla lotta sono basilari per un buon rapporto con i figli (anche quando crescono). Imparate a essere espansivi e a complimentarvi con i vostri figli.

4-Pensare a come divertirsi con lui e poco alla competizione
Godetevi i vostri figli: la storia della “qualità del tempo” è un falso mito. I bambini hanno davvero bisogno di voi, e a lungo: sforzatevi di trovare delle attività che divertano entrambi, ma sgomberate il campo dalla smania da competizione (con altri bambini o padre e figlio) che impoverisce il divertimento.

5-Fate anche ‘il lavoro sporco’: colloqui con le maestre, visite dal pediatra,..
Non fate i papà “da tempo libero”, lasciando tutto il lavoro duro alla madre (leggi: colloqui con maestre, con pediatra, accompagnamento a scuola o alle attività). Siate coinvolti nelle decisioni, guardate spesso i loro compiti. Soprattutto, imparate a lavorare ‘in team’ con la mamma del vostro bambino.

 




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