Web Analytics Il "Dottor Cicogna", la storia del medico del 118 che ha emozionato l'Italia. - The Mood Post

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09 gennaio 2017

Il “Dottor Cicogna”, la storia del medico del 118 che ha emozionato l’Italia.

Di origini palestinesi, lavora all'ospedale di Vigevano e fa nascere solo bimbe, per strada.

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Ahmad Rashid Abdalla Saleh, medico del 118 di origini palestinesi in forza all’ospedale di Vigevano, ha salvato centinaia di vite in tutta la provincia di Pavia, oltre a quelle che ha fatto nascere. Sarà stato il caso o la provvidenza, ma ogni volta che alla centrale operativa arrivava la chiamata di una donna che aveva fretta di mettere al mondo un figlio, di turno sull’automedica più vicina c’era sempre lui. Nato nel 1952 a Shweikeh, in Cisgiordania, a pochi chilometri da Tulkarem, a 14 anni scappò dalla Palestina occupata con la sua famiglia per salvarsi la vita. La sua città adottiva diventò Pavia, dove frequentò la facoltà di Medicina e ottenne la specializzazione in Malattie Infettive. Cinque anni alla guardia medica, fino al 1997, quando entrò stabilmente in servizio al 118. «In reparto non potevo professare perché non avevo la cittadinanza italiana, ma solo il permesso di soggiorno — racconta Ahmad Saleh appena rientrato dal turno in ospedale — quindi ho deciso di lavorare come medico del 118 e così sono iniziati i parti d’urgenza da gestire: in casa, sulla barella, sulle scale».

I maschietti venivano alla luce in sala parto, le femmine no, tra le sue mani strada facendo. Nel 2002 in soli sei mesi fece nascere ben quattro bambine in ambulanza o direttamente «sulla porta di casa» della mamma. Da questo momento in poi, per tutti è diventato il Dottor Cicogna, e il numero delle nascite, esclusivamente in rosa, è più che raddoppiato. «A Vigevano una ragazza egiziana alla sua prima gravidanza stava rischiando di provocare lesioni alla nascitura — ricorda — Non parlava italiano e tratteneva le spinte; io, parlandole in arabo l’ho farla partorire sul posto, scongiurando il peggio».

Positività e vocazione hanno ispirato anche la moglie di Ahmad Saleh, Clara Viarenghi, che l’anno scorso ha dedicato un romanzo alla storia del marito, «Écoute, da Shweikeh a Vigevano, l’avventura di un medico palestinese». Ora la storia diventerà presto un film , diretto da Rachid Benhadj, noto regista algerino di fama internazionale. I diritti cinematografici sono stati acquistati dalla casa di produzione «Socialmovie» e gran parte del film sarà ambientato proprio a Vigevano.


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