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10 agosto 2014

L’arte esagerata e provocatoria di David LaChapelle

Un'arte dissacrante che lo ha reso una delle menti più imprevedibili del nostro secolo

david lachapelle

Sicuramente Andy Warhol doveva averci visto giusto quando affidò il primo lavoro al fotografo David LaChapelle,oggi artista cinquantunenne acclamato quanto criticato per la sua arte esagerata e provocatoria.

Niente è sobrio, ogni cosa risulta caotica e stravolta, in un’eterna contrapposizione di significati e messaggi critici sulla società che l’artista legge in maniera naïve quanto sarcastica e fantasiosa.

Nei suoi vent’anni di lavoro si è sempre dimostrato un autore dissacrante e legato alla cultura pop che l’ha formato, affermandosi come una delle menti più geniali e imprevedibili del nostro secolo.

Ad oggi resta immortale per le sue rivoluzionarie idee nel mondo pubblicitario e per aver girato un incantevole documentario Rize (2005, uscito in Italia l’anno successivo con titolo Rize – Alzati e balla), oltre che una trentina circa di videoclip musicali tra i più bizzarri e ricercati del momento.

Grazie al suo lavoro la fotografia si è svestita dei vecchi e obsoleti canoni, diventando anche una forma di arte grottesca. Sicuramente ha giocato a suo favore una mente particolarmente attenta a tutti i dettagli, tanto da rendere ogni set studiato e allestito nei minimi particolari, nelle diverse tonalità, nella scelta dei soggetti (nel suo caso per la maggior parte attori o musicisti famosi) che spesso sono trasformati in caricature di se stessi, in una sorta di tiro al bersaglio della società dei consumi.

Fotografo di moda e del jet set, ha raggiunto la notorietà anche grazie agli scatti di nudi maschili, usati per creare un iperrealismo contemporaneo, molto apprezzato.

Foto Credits: davidlachapellestudio




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