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02 ottobre 2014

Come Into the Wild: la vita nella natura selvaggia

« Se vuoi qualcosa nella vita, allunga la mano e prendila... » Christopher McCandless

Into the Wild

Jon Krakauer, autore di Into the Wild (Nelle Terre Estreme), racconta la storia vera di un ragazzo 20enne che decide di mollare tutto e tutti per ritrovare se stesso in mezzo alla natura. Partito con una manciata di libri sulla sopravvivenza e sulle piante selvatiche commestibili, Christopher McCandless, nasce e cresce in una famiglia benestante. Ispirato da Thoreau e London (autori di scritti sul rapporto tra uomo e natura e sulla disobbedienza civile) è stanco di una realtà consumista in cui non riesce più a vivere. Due anni di lungo viaggio attraverso gli Stati Uniti, Messico del Nord, fino ad arrivare in Alaska.

Affascinante l’adattamento cinematografico di Sean Penn, con colonna sonora di Eddie Vedder dei Pearl Jam, che rimane fedele al libro. Nel film incontriamo Christopher (Emile Hirsch) sognatore idealista in costante scontro verso i genitori (William Hurt e Marcia Gay Harden) e la sorella (Jena Malone). Legge riviste e libri in cui si rivede in terza persona come un solitario eroico che rinuncia alla civiltà abbracciando la natura e vuole a tutti i costi essere un uomo libero. La trama si sviluppa ripercorrendo gli spostamenti attraverso i ricordi delle persone che incontra sul cammino, personaggi che lo proteggono, dandogli ospitalità e condividendo un pezzo di vita.

Il cammino di McCandless, che viaggia con lo pseudonimo di Alexander Supertramp, si ferma dopo due anni e scompare dalle mappe della memoria, l’Alaska non perdona. Trova un bus abbandonato in un posto sperduto e lo trasforma in casa. Dai diari, Penn riesce a ricostruisce le sue ultime settimane, giorni di riflessione che il regista coglie perfettamente costruendo un personaggio totalmente idealista e convinto delle sue scelte, ma che forse alla fine si renderà conto di come a volte abbiamo tutti bisogno dell’aiuto e della gentilezza di qualcuno.

 




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