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25 marzo 2015

Spritz, la ricetta originale da Venezia con amore

Sempre più in voga, sempre più presente, tra i cocktails più consumati per aperitivo c'è "lo spritzettino”. Scopriamo insieme le sue origini veneziane.

Spritz, da Venezia con amore

Lo Spritz è un cocktail ottenuto da una semplice mescolanza di vino bianco e acqua frizzante. O, almeno questa sembra essere la ricetta originale.

Negli anni ha subito delle modifiche e, di volta in volta, è stato aggiunto il bitter (quale Aperol, o Select o Campari). Vi sono diverse voci riguardanti la nascita dello Spritz, una di queste narra che siano stati i soldati dell’impero austriaco che, per stemperare l’elevato tasso alcolico dei vini veneziani, decisero di allungarli con l’aggiunta di un po’ d’acqua gassata.

Analizzando l’origine della parola ecco spiegato l’arcano: il termine deriva da “Spritzen”, ossia “spruzzare” in tedesco che sta per “allungare il vino”.

Diffusosi rapidamente negli anni, il suo picco lo raggiunge nel 2008, quando l’ Aperol crea uno spot dedicato al consumo di Spritz.

Ma vediamo nel dettaglio qual è la sua ricetta originale:

-1/3 di vino bianco

-1/3 di acqua frizzante

-1/3 di bitter.

 

Troviamo poi la ricetta ufficiale IBA che vede miscelati:

-6 cl di prosecco

-4 cl di Aperol

-Una spruzzata di soda/seltz.

 

La preparazione è davvero una della più semplici. Basta munirsi di un bicchiere hold-fashioned (il tumbler basso per intenderci), aggiungere il ghiaccio, prosecco, Aperol e in fine seltz e mescolare. Tocco finale, fetta di arancia. Come ogni cosa vi è ovviamente la versione originale, con varianti poi apportate a seconda della regione o a discrezione di ogni barista.

I comuni denominatore di ogni variante sono ovviamente i tre ingredienti chiave: prosecco, acqua frizzante e seltz, ed i loro quantitativi devono essere almeno del 30%/40%; il restante viene completato dalle più svariate bevande alcoliche, con la tacita regola di preservare il tipico colore rosso.

Esempio di varianti dello Spritz: nel Trentino mantiene la classica ricetta originale, la differenza è la tipologia e il gusto dello spumante, a seconda della zona in cui ci si trova. Nel Triveneto invece, oltre a spiccare in netta prevalenza l’Aperol, viene aggiunto del Cynar o del Select e la decorazione varia dalla fetta d’arancia, alla fetta di limone, all’oliva. In Alto Adige invece, lo Spritz viene servito alla buona, vecchia maniera austriaca: vino bianco miscelato ad acqua frizzante.

Altra buffa variante la vediamo a Brescia, dove lo Spritz prende il nome di “pirlo”: ovvimante la base è data dal Brut Franciacorta. Il nome “pirlo” prende origini dal tipico movimento che il Campari o Aperol fa dopo la sua caduta nel vino bianco (nel dialetto bresciano “fare un pirlo” significa fare una caduta per terra). Qui il bicchiere usato non è il tumbler basso bensì in un bicchiere con stelo alto.

Curiosità: vediamo lo Spritz presente anche “tra le stelle di Hollywood”, Robert De Niro lo sorseggia in una scena di “Mi presenti i tuoi?”, abituale consumatore del rosso nettare anche nella vita, ma in versione alcolica.

 

 

 


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