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20 giugno 2014

Ponte vecchio nella storia di Firenze

Scopriamo la storia di una delle bellezze italiane nella capitale dell’umanesimo per eccellenza.

Ponte vecchio nella storia di Firenze

Testimone immune della seconda guerra mondiale, Ponte Vecchio rappresenta il simbolo di Firenze.

Costruito durante l’età romana intorno alla metà del I secolo a.C. , questo ponte è un’attrazione per i turisti  provenienti da tutto il mondo. Con una grande storia alle spalle, rappresentava l’unico collegamento fino al 1218 tra le due rive dell’Arno. La prima costruzione in legno fu più volte danneggiata da incendi e alluvioni, come quella tragica del 1933. Fu Taddeo Gaddi, discepolo di Giotto, a ricostruire il ponte nel 1345 su tre archi più profondi e più resistenti  alla furia dell’acqua.  Prima di raggiungere lo splendore e la fama per cui oggi è conosciuto, Ponte Vecchio è stato il ponte dei macellai e dei verdurai. La ricostruzione, infatti,  fu possibile grazie al guadagno reso dall’affitto dei negozi, in origine quarantatré, costruiti in legno,  rifatti poi in muratura e disposti simmetricamente ai lati del ponte, al centro interrotti da una piazzetta.  In origine le botteghe furono destinate alle arti come quella della lana, a macellai e verdurai. Questo fin quando  nel 1565, Giorgio Vasari, commissionato da Cosimo I De’ Medici,  costruì il Corridoio Vasariano che serviva a facilitare la comunicazione del centro politico e amministrativo da Palazzo Vecchio a Palazzo Pitti senza dover attraversare le strade di Firenze.  A quel punto, poiché il ponte era diventato luogo assai frequentato da  gentiluomini e forestieri, il granduca Ferdinando I pensò che le botteghe di macellai erano diventate inopportune e decise di  sgombrarle da tali occupanti per concederle agli artigiani e agli orafi e quindi a botteghe più “decorose”  che, ancora oggi, continuano il tradizionale e rinomato lavoro di gioielli, noto in tutto il mondo. Al centro del ponte le botteghe si interrompono con due terrazze panoramiche: quella orientale è sormontata dal famoso corridoio Vasariano, mentre l’altra ospita il monumento realizzato dall’artista Raffaello Romanelli di Benvenuto Cellini, il più famoso orafo fiorentino del XVI secolo. Sempre sulla terrazza ovest, un’ultima testimonianza del Ponte trecentesco è rappresentata dalla particolare meridiana a forma di mezzaluna che si vede in alto sull’angolo della bottega. Questo “adornamento” fu collocato qui in occasione della ricostruzione del ponte nel 1345. All’estremità sud, il Corridoio Vasariano gira attorno ad una torre, quella dei Mannelli, unica sopravvissuta delle quattro che erano agli angoli a difesa del ponte.

Dal 1581 il Corridoio fu adibito a museo ed oggi ospita l’importante collezione di autoritratti e ritratti storici. Con il Ponte Vecchio si passò ad una tipologia diversa che avrebbe riscosso successo a partire dal Rinascimento, quella dei ponti ad arco ribassato, mai praticato in passato.  Questa soluzione innovativa permise di avere meno campate e più ampie, permettendo così ai detriti portati dalle piene che potevano distruggere il ponte di fluire via più facilmente. Ponte Vecchio iniziò ad avere l’aspetto attuale verso il 1700, quando i negozi cominciarono ad abbellirsi con aggiunte di vetrine, specchi, decorazioni. Chi visita Firenze non può  perdersi una passeggiata serale su Ponte Vecchio. Di notte infatti, quando le porte in legno delle botteghe si chiudono facendole sembrare quasi dei forzieri, l’ atmosfera diventa ancora più suggestiva e romantica.


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