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14 dicembre 2016

Oltre il panettone: quali sono i tradizionali dolci di Natale nel resto del mondo?

Dalle polvorones spagnole allo stollen tedesco: un "dolce giro" intorno al mondo.

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Il panettone e il pandoro sono conosciuti in tutto il mondo, ma ogni Paese ha il suo dolce natalizio tradizionale.
Ecco i 10 più famosi.

KRANSEKAKE (SCADINAVIA) – La Kransekake è la torta delle feste decorata con glassa che in Danimarca, Norvegia e Svezia celebra il Natale, matrimoni, prime comunioni e ogni altra occasione di festa.

GORO (NORVEGIA) – Sono croccanti cialde a base di panna, profumate al cardamomo, una via di mezzo tra il biscotto e il wafer: il dono di Natale più gradito per i norvegesi. Diversamente dalle nostre pizzelle o cialde per gelato e dai waffle di area belgo-tedesca, la ricetta dei Goro non prevede una pastella semiliquida, ma una pasta che viene stesa col matterello, tagliata e impressa in una piastra incisa con motivi ornamentali.

MACOWIEC (POLONIA) – Il makowiec è il dolce tradizionale polacco delle feste: una delizia arricchita da semi di papavero, simbolo di abbondanza e fertilità. In Polonia è tradizione mangiare semi di papavero durante le feste: la credenza è che portino fortuna, un po’ come le nostre lenticchie a Capodanno.

POLVORONES (SPAGNA) – Si chiamano polvorones per via della loro consistenza “sbriciolosa”, molto ricca perché questi pasticcini immancabili sulle tavole spagnole di Natale sono impastati con lo strutto. Un ingrediente insolito per un dolce, rimasto in uso fino ad oggi nonostante la triste origine: lo strutto venne imposto dall’inquisizione spagnola per stanare ebrei e mussulmani perché i polvorones erano arrivati nel sud del paese proprio con i mori, che li chiamavano qurabya e li impastavano con albume. Questi biscotti molto friabili che ricordano i nostri baci di dama e che vengono aromatizzati con limone e cannella, o arancia e anice, si sono poi diffusi in tutti i paesi di lingua spagnola.

MINCE PIE (INGHILTERRA) – La ricetta delle mince pies ha origini medievali, da quando i paladini riportarono in Inghilterra le prime spezie: noce moscata, chiodi di garofano e cannella. Per secoli queste torte sono state farcite di carne (montone, lingua, manzo, grasso di pecora: il loro vero nome è infatti “mince meat pies”), frutta fresca e secca, spezie e zucchero; in tutto, 13 ingredienti per ricordare Gesù e i suoi 12 apostoli. Oggi le carni non vengono più usate, ma le mince pies sono rimaste amate in tutte le ex-colonie britanniche. E sono anche un delizioso regalo di Natale fatto in casa.

STOLLEN (GERMANIA) – Protetto da una crosticina di burro e zucchero che lo mantiene deliziosamente fragrante per oltre un mese, lo stollen è uno dei dolci più antichi della Germania: la prima ricetta documentata che ne parla risale infatti al 1329. Si sa inoltre che nel 1528 i pasticceri di Dresda ottennero dal re il privilegio (in precedenza dato solo ai panettieri) di produrlo come il “pane di Natale”, o Weihnachtsbrot. Nella simbologia cristiana lo stollen raffigura il bambino Gesù in fasce e per questo viene anche chiamato Christstollen.

BUCHE DE NOE L (FRANCIA) – La bûche de Noël – da noi conosciuto come tronchetto di Natale – con crema di marroni e ganache al cioccolato non manca mai sulle tavole francesi durante le feste. L’aspetto è volutamente rustico, ma la consistenza morbida e ricca. Si tratta di unrotolo di pan di Spagna farcito, alla maniera di tanti altri dolci simili che si ritrovano ad ogni latitudine e longitudine, dal brazo de gitano spagnolo passando per il Biskuitroulade austriaco al bolu gulung indonesiano; il nome “internazionale” è swiss roll.

BOLO REI (PORTOGALLO) – La ricetta del bolo rei, il dolce tipico del Natale portoghese, nasce in Francia e arriva in Portogallo nel 1829 con l’apertura della pasticceria che serve ufficialmente la Famiglia reale: la Confeitaria Nacional. La forma a ciambella ricorda una corona, da cui il nome bolo rei, che rimanda ai Re Magi e ai loro doni: la torta (bolo) è infatti dorata, impreziosita da gemme colorate (i canditi tagliati a pezzi grossi), e profumata. I simboli: oro, mirra e incenso. Il bolo rei viene posto al centro della tavola delle feste la sera della vigilia e mangiato tra Natale e l’Epifania; secondo la tradizione chi trova una fava (o fagiolo) nascosta al suo interno dovrà pagare per il dolce dell’anno successivo.

CHRISTMAS CAKE (AUSTRALIA) – Un tripudio di sapori e aromi: un trionfo di frutta secca e candita. Ottima base per chi vuol sbizzarrirsi nelle decorazioni, la Christmas cake australiana viene decorata con marzapane, ghiaccia reale e tanto spirito natalizio! Non ci sono regole per usare la fantasia. La Christmas cake australiana (che nasce in Inghilterra e da lì è arrivata in tutte le ex-colonie), grazie alla frutta e al brandy invade bocca e naso con i suoi aromi meravigliosi: una volta provata è impossibile farne a meno

KOURABIEDES (GRECIA) – In Grecia il dolce di Natale è il kourabiedes; la ricetta di questi pasticcini alle mandorle e burro risale alla seconda metà del 1400, dopo la conquista ottomana. Come per tutte le cose più buone, fu l’influenza bizantina a dare vita a questi buonissimi pasticcini. Si narra che fu proprio per rendere onore ai nuovi conquistatori che i pasticceri greci diedero ai kourabiedes la tipica forma a mezzaluna. Il burro e le mandorle sono gli ingredienti principali dei biscotti delle feste ellenici: morbidezza e profumo sapientemente miscelati per trasformare ogni boccone in puro piacere.




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