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25 ottobre 2017

Benvenuti nel fascino: il Grand Hotel Rimini raccontato dal suo Direttore.

Fabio Angelini ci racconta un culto della qualità che viene da lontano.

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Sorto agli inizi del secolo scorso e situato nel cuore di un meraviglioso parco affacciato sull’orizzonte blu dell’Adriatico, il Grand Hotel Rimini, 5 stelle lusso del Gruppo Batani Select Hotels, è universalmente considerato la struttura alberghiera più prestigiosa della Riviera.
La posizione, gli arredi e le atmosfere lussuose che lo contraddistinguono, concorrono ad eleggere il Grand Hotel come meta ideale per una vacanza esclusiva. Ma non solo. Gli elevati livelli di funzionalità ed efficienza, i servizi personalizzati e la professionalità dello staff, coniugati ad un’arte dell’ospitalità che non ha uguali, rendono la struttura l’ambiente ideale per la realizzazione di eventi congressuali, seminari, progetti di formazione e soggiorni incentive.
Il tutto nel segno di un culto della qualità che viene da lontano.

E chi meglio del suo Direttore, Fabio Angelini, può raccontare un albergo come questo.

Cosa significa oggi dirigere un albergo a 5 stelle?
Oggi più che in passato ritengo che significhi prima di tutto apertura mentale e predisposizione al cambiamento, con profonda fiducia nel team di lavoro che, in una realtà ipertecnologica e dal cambiamento compulsivo, è il cuore pulsante di una casa che deve rimanere al passo dei tempi.

Un esempio che chiarisca il concetto?
Prima di tutto la volontà di aggiornarsi, studiando i mutamenti del costume e delle innovazioni in tutti gli ambiti del vivere quotidiano. Poi la capacità di individuarne gli elementi più significativi che possono realmente trasmettere al proprio ospite il messaggio della continua ricerca di nuovi confini di lusso ed esclusività, senza snaturare le caratteristiche dell’albergo che sono la motivazione fondamentale per il quale l’ospite ci sceglie.

Quali sono in questo senso le nuove tendenze dell’ospitalità del lusso?
L’ambito sul quale mi piace soffermarmi è la mutata consapevolezza nell’ambito ristorativo: una rivoluzione guidata da programmi televisivi e mezzi di comunicazione che hanno sensibilizzato moltissimo il pubblico verso la ricerca dell’eccellenza. A questo bisogna rispondere con ricercatezza e continua sperimentazione che trasformi il proprio ristorante in un camaleontico luogo di emozione, attraverso la creazione di eventi che alimentino nel proprio ospite il “fearing of missing out”, la paura di perdersi qualcosa.

Per concludere, quale ritiene che sia oggi l’elemento del lusso più significativo per un suo ospite?
Senza dubbio ritengo che “il tempo” sia il lusso più grande che si possa offrire oggi: la possibilità che, grazie ai nostri servizi e attenzioni, l’ospite riesca a rilassarsi in quello che i Romani veneravano come “otium” cioè uno spazio dedicato a se stessi, ricavato isolandosi per un breve periodo dagli incarichi pubblici, cioè dalla vita frenetica di tutti giorni.
Qualunque novità ed innovazione ha bisogno di “tempo” per essere gustata appieno; quindi siamo alla continua ricerca in una ciclicità che fa comunque tesoro degli insegnamenti che provengono dalla nostra tradizione, che non dobbiamo respingere ma continuamente rielaborare.




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