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04 dicembre 2016

Le 10 persone più ricche…di tutte le epoche.

Lo studio elaborato dal Time: nei primi 10 c'è una sola persona tuttora in vita.

Gold-24

Ogni anno Forbes elegge l’uomo più ricco del mondo. Ma se i vari “Paperon de’ Paperoni” della Storia potessero gareggiare per lo stesso titolo, chi vincerebbe? Qualche ricco imperatore del passato? Un miliardario di nascita? Un imprenditore della Silicon Valley? Il Time ha elaborato una classifica dei 10 uomini più ricchi di tutti i tempi, realizzata dopo ore di interviste con storici ed economisti.

Una top 10 rigorosa – ma aperta al dibattito – basata sul concetto di influenza economica, che tenta di superare le differenze imposte da epoche, valute e standard di benessere tanto lontani fra loro.

1. MANSA MUSA (1280-1337).
Paese: Mali
Ricchezza: Più ricco di ogni possibile descrizione
Nono imperatore del Mali e re di Timbuktu, fu a capo del più grande regno produttore di oro in un periodo in cui l’oro era particolarmente richiesto. Si narra che durante un suo pellegrinaggio alla Mecca, passando per l’Egitto distribuì una tale quantità d’oro da causare una crisi di inflazione ne paese che durò 12 anni. Si dice potesse mantenere un esercito di 200 mila uomini (uno sforzo titanico anche per una moderna superpotenza). Alcune raffigurazioni lo ritraggono con una corona d’oro, uno scettro d’oro, una tazza d’oro su un trono dorato. Una sorta di Re Mida esistito realmente.

2. GAIO GIULIO CESARE OTTAVIANO AUGUSTO (63 A.C. – 14 D.C.).
Paese: Roma
Ricchezza: 4,6 trilioni di dollari (4,2 trilioni di euro)
Ottaviano, o semplicemente Augusto, primo imperatore romano, non solo riuscì a governare un impero che rendeva, da solo, il 25-30% della produzione economica mondiale. Ma accumulò anche una ricchezza personale equivalente a un quinto dell’economia del suo impero.

3. IMPERATORE SHENZONG (1048-1085).
Paese: Cina
Ricchezza: Regnò su un Impero che rendeva il 25-30% del prodotto interno lordo globale
La dinastia Song cui apparteneva fu uno degli imperi economici più potenti di ogni epoca. Durante il suo periodo di massimo splendore, l’impero arrivò a contare per un quarto e oltre della produzione economica mondiale. La fortuna economica del suo governo derivava da fattori come un potere molto centralizzato – cioè nelle mani dell’imperatore – un capillare sistema di riscossione tasse e importanti innovazioni tecnologiche.

4. AKBAR I (1542-1605).
Paese: India
Ricchezza: Regnò su un Impero che rendeva il 25% del prodotto interno lordo globale
Il più grande imperatore della dinastia Moghul controllò un impero responsabile di un quarto della produzione economica mondiale. La sua dinastia fu una delle più efficienti nel riscuotere le ricchezze dai propri sudditi. Mentre il reddito pro capite sotto il suo impero era comparabile a quello dell’Inghilterra elisabettiana, gli eccessi economici della sua famiglia furono molto più evidenti.

5. JOSEPH STALIN (1878-1953).
Paese: Unione Sovietica
Ricchezza: Completo controllo di un Paese che valeva il 9,6% della produzione economica globale
Controllava un’enorme ricchezza: non la propria, ma quella di un’intera nazione che si estendeva su circa un sesto di tutte le terre emerse del pianeta. I dati dell’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) dimostrano che nel 1950, tre anni prima della sua morte, l’Unione Sovietica produceva circa il 9,5% del prodotto interno lordo globale. In termini odierni, l’equivalente di 7,5 trilioni di dollari (un trilione equivale a mille miliardi). Sul fatto di poterla chiamare ricchezza si può discutere, ma non ci sono molti dubbi sulla sconfinata influenza economica che Stalin poté esercitare.

6. ANDREW CANERGIE (1835-1919).
Paese: Stati Uniti
Ricchezza: 372 miliardi di dollari (341,9 miliardi di euro)
Su Rockefeller si è sempre concentrata l’attenzione di storici e stampa, ma il vero primato di americano più ricco di sempre potrebbe spettare all’imprenditore britannico naturalizzato statunitense Andrew Canergie. Immigrato giovanissimo dalla Scozia, di umili origini, si arricchì grazie al talento per gli affari (alcuni vogliono in lui l’ispiratore del personaggio di Paperon de’ Paperoni). A 65 anni vendette la sua compagnia siderurgica, la U.S. Steel, al banchiere J.P. Morgan per 480 milioni di dollari, circa il 2,1% del prodotto interno lordo statunitense dell’epoca. Si dedicò poi alla scrittura e alla filantropia.

7. JOHN D. ROCKEFELLER (1839-1937).
Paese: Stati Uniti
Ricchezza: 341 miliardi di dollari (313,4 miliardi di euro)
L’imprenditore e industriale iniziò a investire nell’industria petrolifera nel 1863; nel 1880 la sua Standard Oil Company controllava il 90% della produzione petrolifera americana (un monopolio che nel 1911 sarebbe stato dichiarato illegale dalla Corte Suprema degli Stati Uniti). In base a un necrologio del New York Times, nel 1918 la sua ricchezza ammontava a 1,5 miliardi di dollari, quasi il 2% della produzione economica degli Stati Uniti per quell’anno. Tradotto in valuta 2014, una fortuna da 341 miliardi di dollari.

8. ALAN RUFUS (1040-1093).
Paese: Inghilterra
Ricchezza: 194 miliardi di dollari (178,3 miliardi di euro)
Nobile francese bretone, primo duca di Richmond, parente e compare di Guglielmo il Conquistatore (qui rappresentato mentre gli conferisce un importante riconoscimento militare), giocò un ruolo importante nella conquista normanna dell’Inghilterra. Quando morì aveva 11 mila sterline, l’equivalente del 7% del PIL dell’Inghilterra di allora. In pratica 194 miliardi dei dollari di oggi.

9. BILL GATES.
Paese: Stati Uniti
Ricchezza: 78,9 miliardi di dollari (72,5 miliardi di euro)
È la più ricca persona in vita e il listino dei suoi averi è aggiornato di anno in anno dalle varie classifiche internazionali. L’impero partito da Microsoft è fruttato al milionario imprenditore una fortuna che supera di 8 miliardi di dollari quella di Amancio Ortega, co-fondatore di Zara e secondo uomo più ricco del mondo.

10. GENGIS KHAN (1162-1227).
Paese: Impero Mongolo
Ricchezza: terre e non molto altro
Da leader dell’Impero Mongolo, che nel momento di massima espansione si estendeva dalla Cina all’Europa, si trovò a regnare sul più grande impero indiviso della Storia. Il segreto della sua influenza economica? Non l’accumulo, ma la suddivisione delle ricchezze: ai membri dell’esercito mongolo era proibito accumulare bottini personali. Le ricchezze conquistate erano inventariate e poi suddivise equamente. Una parte finiva anche all’imperatore, che non le usò mai, però, per costruire sfoggi di ricchezza personale come palazzi, tombe, templi.

 


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