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02 novembre 2016

Per tutti quelli che si sentono intrappolati come dei numeri primi…

...l'importante è capire che è sempre meglio arrivare terzi che secondi.

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I numeri primi sono divisibili soltanto per 1 e per se stessi. Se ne stanno al loro posto nell’infinita serie dei numeri naturali, schiacciati come tutti fra due, ma un passo in là rispetto agli altri. Sono numeri sospettosi e solitari e per questo Mattia li trovava meravigliosi. Certe volte pensava che in quella sequenza ci fossero finiti per sbaglio, che vi fossero rimasti intrappolati come perline infilate in una collana. Altre volte, invece, sospettava che anche a loro sarebbe piaciuto essere come tutti gli altri, solo dei numeri qualunque, ma che per qualche motivo non ne fossero capaci“.                                                                                          (da La solitudine dei numeri primi – Paolo Giordano)

A chi non capita spesso di sentirsi come un numero primo: schiacciato, sospettoso, solitario e intrappolato? Difficile capirne il motivo e identificare una “cura”, anche perché forse stiamo bene così…ci piacerebbe “guarire” ma allo stesso tempo non lo vogliamo fino in fondo.
Qualche tentativo però si può fare, e ne identifichiamo un paio: l’allenamento alla felicità e la terapia del sorriso.

Allenarsi alla felicità – visto che purtroppo non è né innata né tanto meno ereditaria, ma la si può solo costruire e coltivare giorno per giorno – significa seguire quello che ci insegnano i filosofi sin dall’antichità: comportandoci come se fossimo felici, lo diventeremo un po’ di più. C’è da dire però che la felicità è quanto di più soggettivo esista e ognuno di noi ha al riguardo un suo termometro personale: chi predilige una cena con gli amici o partire per una vacanza, chi guidare un’auto sportiva o fare un lungo bagno in mare; e ancora chi fare una battaglia a palle di neve o praticare lo sport preferito.

L’alternativa potrebbe essere iniziare per gradi, con una semplice terapia del sorriso. Pensiamo ad alcuni nostri piccoli gesti e trasformiamoli in vere e proprie gioie quotidiane: aprire la finestra al mattino e vedere il sole, gustare un gelato in estate, aggiustare i giocattoli rotti dei nostri figli, bere un buon bicchiere di vino o leggere un libro. Ecco, quando compiamo questi piccoli gesti, facciamolo sempre con il sorriso, completo e totale, anche dell’anima.

Avrete capito che l’argomento non è certo dei più facili, ma voglio comunque provare a darvi un suggerimento, questa volta con una metafora sportiva: sul podio i terzi classificati sono sempre più felici dei secondi, perché contenti di essere sul podio, mentre i secondi si rammaricano di non essere arrivati primi. Quindi cerchiamo anche noi di accogliere tutto ciò che ci accade con uno sguardo nuovo, con un sorriso anche dell’anima, e di inseguire, godere e assaporare la vita di tutti i giorni, anche da terzi classificati.

firma_danilo_TheSnarky


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