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10 novembre 2016

Nel Montana a spaccare legna o in Venezuela per commerciare il cocco?

Non esiste un manuale per chi fugge...l'importante è non farsi più trovare!

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Da quale mood bisogna essere attanagliati per decidere di scomparire del tutto e ricominciare una nuova vita, con una nuova identità, a migliaia di chilometri di distanza da quella attuale?
Difficile rispondere…certo è che non esiste nessuno che non ci abbia pensato almeno una volta.
Ma chi poi lo fa realmente? Chi ha messo talmente tante “pietre sopra” a cose e persone…da creare quasi una nuova montagna? O chi pensa che sì, l’equilibrio è importante, ma un gesto folle è molto più vivo e stimolante? Oppure ancora chi non è cambiato dentro di sè, ma inizia semplicemente a guardare le cose con occhi diversi?
Io voglio però illudermi che esista ancora qualche “fuga” romantica, d’altri tempi, di un qualche poeta o scrittore maledetto dei giorni nostri che, deluso da un amore che agli occhi di tutti era palpabile anche nell’aria, sparisce nel nulla, per non passare la vita a scrivere lettere senza risposta alla sua amata.

Qualunque sia il motivo, e una volta presa la decisione definitiva, è importante pianificare bene la “fuga” e soprattutto decidere dove andare!
Alle Hawaii per fare il barman? In Thailandia a coltivare il riso? Nel Montana a spaccare legna o in Colorado a pascolare mandrie (ho scoperto che la “professione” del cowboy esiste ancora…)? O ancora in Venezuela per mettersi nel commercio del cocco?
Presumo che l’elenco sia infinito e che ci siano possibilità per tutti i gusti: non esiste un manuale preciso per chi fugge, ognuno deve sbrigarsela da solo.
Quale sia il posto scelto, comunque, la prima regola è sempre non dare nell’occhio, perché la variabile impazzita “Chi l’ha visto” è sempre in agguato: chi decide di sparire deve farlo letteralmente, abbandonando tutto quello che ha materialmente, ma anche affettivamente e psicologicamente. E soprattutto non cadere mai in tentazione…una telefonata, una email, o qualsiasi altra cosa rivolta al passato, mai.

Non credo che tutto ciò sia facile – purtroppo o per fortuna non ho esperienze dirette –  ma se l’obiettivo è ricominciare a respirare…il vento favorevole si trova sempre.
Magari poi un giorno, quando saremo completamente integrati nella nuova vita, e sereni per la scelta fatta,  racconteremo a qualcuno la nostra esperienza e alla domanda “Ma chi te l’ha fatto fare? Dove hai trovato il coraggio…?”, la nostra risposta sarà sempre la stessa: “Se pensi che l’avventura sia pericolosa, prova la routine. E’ letale” (Paolo Coelho).

firma_danilo_TheSnarky


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